Critica della ragion pura por Immanuel Kant

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Critica della ragion pura Immanuel Kant

Características
Fermento 2016
ISBN: 9788869972706
Formatos: epub, pdf
Dispositivos: PC, MAC, móviles, Android, iOS
Idioma: Español

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El autor es…

Immanuel Kant

Acerca del libro

Dopo un periodo che gli studiosi chiamano “precritico”, in cui meditò sia sui testi dei filosofi empiristi – in particolare Hume –, sia sulle opere dei razionalisti come Leibniz, Kant elaborò la chiave di volta della sua “filosofia critica”, nella Critica della ragion pura (1781), opera in cui esaminò i fondamenti e i limiti della conoscenza umana per delineare un’epistemologia capace di legittimare razionalmente le conquiste della scienza moderna. In modo simile ad alcuni filosofi precedenti, Kant differenziò le modalità del pensiero in giudizi analitici, o a priori, e giudizi sintetici, o a posteriori. Un giudizio analitico è una proposizione nella quale il predicato è contenuto nel soggetto, come nell’asserzione: “i corpi sono estesi”. La verità di questo tipo di proposizioni, che rispettando il principio di identità sono universali e necessarie, è evidente: asserire il contrario sarebbe autocontraddittorio. Tali giudizi sono quindi definiti “analitici”, perché la verità è scoperta grazie all’analisi del concetto stesso, ma sono anche considerati infecondi sul piano conoscitivo, in quanto non estendono il sapere. I giudizi sintetici, invece, sono le proposizioni cui non si può giungere grazie alla pura analisi razionale, come nell’enunciato: “i corpi sono pesanti”. In questo caso il giudizio è fecondo, poiché il predicato “pesanti” amplia la nostra conoscenza relativa al soggetto “i corpi”, ma non è universale e necessario, in quanto dipende dall’esperienza. Tutte le proposizioni che risultano dall’esperienza sensibile sono pertanto dette “sintetiche”. Nella Critica della ragion pura Kant afferma che è possibile formulare giudizi sintetici a priori, ossia fecondi ma nel contempo universali e necessari. Questa posizione filosofica è comunemente nota con il nome di “criticismo” o trascendentalismo. Descrivendo il modo in cui questo tipo di giudizio è possibile, Kant considerò gli oggetti del mondo materiale come fondamentalmente inconoscibili (cose in sé); mentre la porzione di realtà conoscibile viene detta “fenomeno” (dal greco phainómenon, “ciò che appare”). Dal punto di vista dell’intelletto, i fenomeni in sé hanno la funzione di materiale grezzo a partire dal quale si formano le sensazioni, che vengono collocate nel molteplice spazio-temporale dalla coppia di forme a priori: il senso esterno e interno. Kant asserì che, oltre a spazio e tempo, esiste anche un determinato numero di concetti a priori, che denominò “categorie”. Egli ripartì le categorie in quattro gruppi: quelle concernenti la quantità, che sono unità, pluralità e totalità; quelle concernenti la qualità, che sono realtà, negazione e limitazione; quelle concernenti la relazione, che sono causalità e azione reciproca, e quelle concernenti la modalità, che sono possibilità e impossibilità, esistenza e non esistenza e necessità. Le forme a priori e le categorie si possono applicare per formare giudizi d’esperienza e di percezione, ma non si possono, a giudizio di Kant, applicare a idee astratte come quelle di “libertà” e di “esistenza” senza condurre a incongruenze ossia a coppie di proposizioni contraddittorie, dette “antinomie”, in cui entrambi i membri di ogni coppia possono essere dimostrati veri. All’interno – come in tutti i volumi Fermento – gli “Indicatori” per consentire al lettore un agevole viaggio dentro il libro

Acerca de Immanuel Kant

Immanuel Kant nació en Königsberg, en aquel momento parte de la Prusia Oriental, hoy de Rusia, en el año 1724, ciudad en la que murió, en el año 1804, sin haberla apenas abandonado más que por un breve período de tiempo. Después de formarse en el Collegium Fredericianum, de rígida observancia pietista, y en la Universidad de Königsberg, dominada por la influencia de la metafísica racionalista dogmática de Leibniz y Wolff, ejerció de Privat-Dozent en esa misma universidad, desde el año 1755, y sólo a los 46 años obtuvo una plaza de profesor titular. Su primera gran obra, <i>Crítica de la razón pura</i>, apareció en el año 1781 y a partir de esta fecha vieron la luz sus restantes grandes obras: <i>Fundamentación de la metafísica de las costumbres</i> (1785), <i>Crítica de la razón práctica</i> (1788), <i>Crítica del juicio</i> (1790), <i>La religión dentro de los límites de la mera razón</i> (1794), etc. Kant sigue siendo el paradigma del filósofo entregado a un filosofar sistemático sobre el hombre y sus capacidades y, al mismo tiempo, atento a los problemas que suscita la vida en la sociedad de su tiempo. Su vida y carácter han sido objeto de numerosos estudios, en parte dedicados, cuando menos, a matizar la estela de estereotipos que han ido dejando con el tiempo sus rasgos personales más evidentes: su integridad, su extrema regularidad, su entrega tenaz al trabajo, su desapasionamiento. En realidad, Kant mantuvo un sobrio apasionamiento por alguno de los fenómenos y hechos más destacados de su época, y así no dejó de manifestar su simpatía por los ideales de la Independencia americana o la Revolución francesa, en definitiva, por los ideales puestos en marcha por la Ilustración, tema al que se dedican los escritos reunidos en este volumen.

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